Bolle sul tatuaggio: cosa fare?

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Benchè se ne dica i tatuaggi hanno sempre fatto parte della storia di tutti noi. Da sempre sono stati eseguiti, per motivi o per altri. Con rituali religiosi mistici o con tecniche ad oggi che possiamo anche chiamare barbare. I tatuaggi sono esistiti e continueranno ad esistere e con loro, ahimè anche i problemi che ne derivano. Vi è mai capitata una bolla su un tatuaggio? Un eritema o qualcosa di più grave? Oggi cercheremo di sfatare qualche mito e daremo qualche informazione medica sull’argomento. Si va dalle “semplici” allergie al cancro delle pelle, anche se capita raramente.

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Le bolle o pustole sono controindicazioni da mettere in conto dal momento in cui decidete di farvi un tatuaggio. Nella maggior parte dei casi queste bolle possono comparire subito dopo aver terminato il vostro tatuaggio e, in genere, non rimangono sulla pelle oltre le prime 2–3 settimane.

Le bolle sul tatuaggio possono essere segno di problematiche molto diverse tra loro, alcune gravi, alcune meno gravi. Il tutto deriva dalla reazione che ha il vostro corpo quando viene inserito l’inchiostro. Chi è un soggetto allergico il consiglio principale è quello di recarsi subito da un dermatologo o chiamare il tatuatore di fiducia per verificare l’inchiostro quali tipi di ingredienti abbia. Con le bolle, automaticamente, viene il prurito. In questo caso, specialmente su un tatuaggio fatto da poco il consiglio è di non grattarvi mai, per nessuno motivo al mondo, altrimenti rischierete di fare un danno allo stesso permanente.
Chi soffre già di suo di psoriasi ed eczema, dovrebbe avere una maggiore attenzione ad esporsi facendosi tatuare. vediamo alcune della patologie che può portare un tatuaggio su soggetti allergici e non.

La sarcoidosi

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si tratta di una malattia autoimmune che porta gonfiore e prurito. Questa infezione può venire sul tatuaggio anche dopo anni che lo abbiamo fatto!  In questo caso, non si tratta solo di infezioni batteriche, ma è stato trovato un rapporto con la sifilide e l’epatite B e C.  Questo accade se ci rivolgiamo a tatuatori non professionali, o specializzati sull’argomento.

Allergia ai colori

Sicuramente è uno dei casi meno gravi di allergia che ci possa venire una volta fatto un tatuaggio. Siamo allergici a quel tipo di colore usato, che sia nero, rosso o blu, dobbiamo verificarne gli ingredienti e consultare il nostro medico. Una pomata e la paura passa via!

Se, però, il problema persiste vuol dire che questo determinato colore ha fatto infezione con la nostra pelle. In questo caso l’unico consiglio è quello di andare da uno specialista e di non sottovalutare mai il problema.

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Così come quando avevamo da bambini malattie che portavano bolle e pustole, anche in questo caso, dobbiamo resistere alla voglia di grattare e rompere le bolle. Fin quando non consultiamo un medico, non sappiamo con cosa abbiamo a che fare. Non sappiamo se possiamo creare un problema a noi stessi o al tatuaggio agendo in questo modo.

Durante il processo di guarigione è normale che si verifichino comparse di pellicine o croste. In questo caso, così come le croste di un tatuaggio senza infezione, mai levarle a mani nude, bisogna sempre aspettare che cadano da sole. Per lenire la sensazione di fastidio è possibile lavare il tatuaggio con acqua fredda ed usare una crema lenitiva. Se non si tratta di gravi infezioni, le bolle, seguendo il piano del medico o del tatuatore, dovrebbero svanire in 15 giorni o massimo un mese e il tatuaggio guarirà senza problemi!

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