Piercing al capezzolo: quali rischi per le donne?

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Quella di farsi un piercing al capezzolo potrebbe sembrare, per una donna, una scelta “estrema”. Quello che non tutti sanno è, infatti, che in molte tribù il piercing al capezzolo era un importante rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta e che in età vittoriana, per esempio, era considerato una sorta di status symbol dal momento che indicava una certa attenzione alle tendenze più “modaiole”.

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Piercing al capezzolo: voci infondate…

È possibile che, prima di farvi un piercing al capezzolo, considerata la delicatezza della zona interessata, siate presi dai dubbi sui rischi potenzialmente collegati a questo tipo di body modification. E non aiuta, in questo senso, la grandissima quantità di falsi miti e leggende metropolitane che esistono in materia.

…e cose da sapere

Non fatevi prendere dal panico, però. Si tratta nella maggior parte di casi, appunto, di voci infondate. Quello che di vero c’è è che, come ogni piercing realizzato in zone particolarmente sensibili del corpo, il piercing al capezzolo potrebbe essere un po’ più doloroso nell’esecuzione e richiede una maggiore cura nella fase di guarigione. Niente, insomma, che non possa tranquillamente essere gestito con l’aiuto di un bravo piercer (che, soprattutto, rispetti tutte le norme igieniche del caso!).

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I (veri) rischi del piercing al capezzolo

Certo, qualcuno vi dirà che qualche rischio in più quando si tratta del piercing al capezzolo va tenuto in considerazione. Si tratta, infatti, pur sempre di inserire un oggetto metallico (normalmente una barretta o un cerchietto) sottopelle e uno dei rischi principali potrebbe essere, così, quello di rigetto. Anche quando questo non avviene, però, il piercing al capezzolo potrebbe causare infezioni, dal momento che l’orecchino rappresenta un potenziale “tramite” per virus e batteri. Nella maggior parte dei casi, si tratta di infezioni che possono essere facilmente risolte con i più comuni rimedi farmaceutici. C’è chi, però, mette in guardia dal pericolo fascite necrotizzante potenzialmente legata alla realizzazione di un piercing al capezzolo. Si tratta di una patologia molto grave, nelle quale i batteri “mangiano” la carne del paziente affetto e che può portare, per esempio, alla necessità di asportare il seno. Prima di allarmarsi, però, va considerato che ha un’incidenza molto bassa e per lo più tra pazienti affetti da diabete o carenze del sistema immunitario.

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Gli ascessi

Un rischio un po’ più concreto è quello della formazione di ascessi e sacche di pus a seguito della realizzazione di un piercing al capezzolo. Spesso si manifestano come palline dure al tatto, facilmente scambiabili per noduli, e in qualche caso dolorose. L’aspetto più fastidioso? È che potrebbe essere necessario asportarle per via chirurgica.

La dermatite da contatto

Più comunemente, invece, dopo un piercing al capezzolo potreste ritrovarvi con una (non meno fastidiosa) dermatite da contatto. Succede se si ha la pelle particolarmente sensibile o se il gioiello scelto per il proprio piercing non è di qualità o sfrega continuamente sulla pelle. Nella maggior parte dei casi, però, basta rimuovere il piercing e trattare la zona con creme al cortisone.

Il piercing al capezzolo non causa il cancro al seno

Un mito da sfatare è, invece, la presunta correlazione tra il piercing al capezzolo e il tumore al seno. Non esistono evidenze scientifiche in materia. E l’unico consiglio che si possa dare alle donne (di qualsiasi età!) che stanno pensando a un piercing al capezzolo è di sottoporsi prima a tutti i normali esami di routine per la salute della mammella.

Piercing al capezzolo e allattamento

Una parentesi a parte merita la questione piercing al capezzolo e allattamento. C’è uno studio australiano secondo cui una donna che decida di mantenere il piercing al capezzolo anche durante la gravidanza potrebbe manifestare problemi di montata lattea o di ostruzione, anche parziale, dei dotti lattiferi. Ciò significa possibile insufficienza nella quantità di latte assicurata al bambino. Né vanno trascurate le difficoltà di attaccamento a cui il piercing al capezzolo potrebbe costringere il neonato.

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